La Persia; l’Emione o Gigghetai o Kulan (E. hemionus Pall.), alto circa m.1,15, diffuso in località anche montagnose del Turkestān, della Mongolia, della Cina settentrionale-occidentale, della Siberia meridionale; il Kiang (E. kiang Moorcroft), alto circa m. Gli asini selvatici asiatici sono principalmente fulvi, hanno differenti abiti per la stagione buona e cattiva; mancano sempre della croce scura sulle spalle e della striatura trasversa sugli arti. I sardo-punici hanno iniziato a prendere sul serio l’attività di allevamento sia per usarlo poi nei campi, sia per il Asino online trasporto. I primi asini addomesticati sono stati quelli della Numidia, in Europa sono arrivati nel Neolitico mentre in Asia convivono con altre specie equini molto simili come l’Ermione (Equus hermionus) e l’Onagro (Equus onage).
- Le origini dell’asino domestico si fanno risalire presumibilmente all’asino selvatico africano da cui si sarebbe giunti alle razze attuali attraverso successive selezioni ed incroci, si sa in ogni caso che il suo addomesticamento è anteriore a quello del cavallo, pur non potendo stabilire una data precisa.
- Il mantello è generalmente grigio, con le sue numerose gradazioni.
- In Asia, invece, l’asino ha sempre convissuto al fianco di specie equine assai simili, come l’Ermione e l’Onagro.
Anche se il colore del manto è simile, eccetto per il kiang che rimane più rossastro, si distingue dalle specie e sottospecie selvatiche per varie differenze morfologiche di testa, collo e zampe. Dall’incrocio con un asino ed una giumenta nasce, invece, il mulo, animale sterile a causa dell’innesto di specie diverse seppur afferenti, ma molto utilizzato dall’uomo soprattutto nel campo agricolo e per il trasporto. Peraltro, l’asino domestico è considerato anche un simbolo di ottusità e ignoranza; il copricapo infamante con orecchie d’asino e l’appellativo di somaro spettano così allo studente pigro e svogliato o poco intelligente.
Un asino maschio può incrociarsi con una giumenta per generare un mulo, e un cavallo maschio può incrociarsi con un’asina per generare un bardotto. Secondo la Coldiretti, l’allevamento di razze asinine è in crescita; tra il 2004 e il 2009, infatti, si è avuto un incremento nell’allevamento del 30%. In Italia, il Decreto Ministeriale 9742 del 7 maggio 2012 stabilisce che le razze asinine autoctone italiane riconosciute e ammesse al disciplinare del registro anagrafico delle razze asinine sono otto. Addomesticato da millenni, ne sono state selezionate numerose razze in diverse parti del mondo, anche se, a causa della sua sobrietà, non ha mai raggiunto la diversità di altri domestici, come il cavallo domestico, il cane domestico e il gatto domestico; le razze asinine riconosciute in Italia sono otto. Il peso dell’asino domestico varia significativamente tra le razze, ma, tendenzialmente, oscilla tra i 100 e 500 kg. L’asino domestico (Equus africanus asinus Linnaeus, 1758), detto anche somaro o ciuco, è un mammifero perissodattilo della famiglia Equidae.
Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia. I luoghi comuni hanno appiccicato a questo animale l’etichetta di animale testardo, irragionevole e anche un po’ tonto, ma non è affatto vero. E non ci vuole un orecchio da musicista per accorgersi che il raglio dell’asino è unico, ben riconoscibile e molto rumoroso. “Lavorare come un mulo” invece è un modo di dire italiano che indica lavorare tanto, lavorare troppo, proprio come accade nella realtà con l’animale da soma, impiegato in lavori faticosi e continuativi. In Italia vi sono allevamenti in Sicilia; in Europa è diffuso in Spagna e Portogallo.
Ma queste sono delle eccezioni, perché è un animale docile e per niente aggressivo. E’ una specie resistente che sopporta condizioni di vita e di lavoro che per i suoi simili sarebbero impossibili. L’asino è un animale molto docile e accondiscendente. Si servono dell’acqua contenuta in tutte le piante che mangiano, poiché bevono poco e possono permettersi di non bere da fonti d’acqua che gli sembrano poco pulite.
Il mantello è generalmente grigio, con le sue numerose gradazioni. In Egitto alla razza comune se ne deve aggiungere una molto distinta, a mantello bianco, usata anche dai signori come cavalcatura, a preferenza dei cavalli. Si tiene molto alla purezza della razza; l’animale è ben nutrito, ha taglia media da m. Quanto agli altri paesi d’Europa, il numero totale degli asini supera il milione nella Spagna; seguono la Francia, la Romania, ecc. 1,30, con testa pesante, più vivamente colorato, che abita le regioni montagnose del Tibet, Ladak, Kashmir, Yarkand.
La femmina dell’asino è allevata e apprezzata sin dalla notte dei tempi perché produce un latte molto nutriente, ricco di principi benefici, zuccheri e proteine. La coda è lunga e termina a forma di pennello con peli fitti e lunghi. Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente. Dall’evoluzione di questa razza è sopravvissuta fino ai giorni nostri l’Equus asinus taeniopus, che oggi vive lungo le coste del Mar Rosso.
Lo sapevi che gli asini possono vivere fino a 40 anni, galoppano di rado ma possono trottare per ore e non soffrono di vertigini? Dalle sue carni si possono ottenere salumi, insaccati e ripieni per gli agnolotti. Il suo allevamento è oggi poco diffuso, anche se negli ultimi vent’anni si sta riaffermando, grazie a nuovi ruoli sia economici, che ludici e sociali. Infatti, bisogna considerare che gli asini tollerano bene le temperature alte ma possono avere problemi con temperature molto rigide (-50 °C). Per ciò che concerne la stabulazione, gli asini che vivono all’aperto tutto l’anno dovrebbero disporre di un riparo sotto forma di tettoia, di capanna o di alcuni grossi alberi con folta copertura.
Asino animali Siciliaasino Friuli Venezia Giuliaasino animali Belluno provinciaregalo asinoasino martina franca animaliasino stalloneasino animali Padova provinciaasino animali Treviso provinciaasino animali Emilia Romagnaasino cucciolo Ideale come mezzo di trasporto soprattutto sui sentieri di montagna, l’asino riveste un ruolo importante nell’economia domestica e agricola fino al secondo dopoguerra, quando il boom economico successivo, la meccanizzazione dell’agricoltura e il diffondersi dell’automobile presero il sopravvento su questo animale che venne in parte dimenticato e, quanto meno in Italia oggi rischia in modo piuttosto evidente l’estinzione, soprattutto per quanto riguarda le razze autoctone. Una leggenda vuole che per quest’ultimo episodio l’asino porti sulla schiena una croce nera. Si accontenta degli alimenti più scarsi e più poveri (mangia persino le pale dei fichi d’India) nonostante ciò il latte d’asina fu usato sin dall’antichità non solo come alimento per neonati (essendo il più simile al latte umano) ma anche per curare i malati e come prodotto di bellezza; tanto è vero che nell’antica Roma le matrone usavano bagnarsi nel latte d’asina per conservare la freschezza della pelle. Le origini dell’asino domestico si fanno risalire presumibilmente all’asino selvatico africano da cui si sarebbe giunti alle razze attuali attraverso successive selezioni ed incroci, si sa in ogni caso che il suo addomesticamento è anteriore a quello del cavallo, pur non potendo stabilire una data precisa. La prima apparizione del mulo si fa risalire, invece, al periodo dell’immigrazione mongola in Asia Minore.
E’ il caso dell’asino bianco dell’Asinara o dell’asino sardo, apprezzato in tutto il mondo per il suo temperamento particolarmente vivace e rustico e per la sua spiccata propensione alla soma. Alcune di queste specie sono in via d’estinzione, nonostante i programmi di recupero e di tutela espressamente dedicati a questi animali. Un luogo comune molto diffuso è che indica l’asino come animale propenso a sferrare calci senza motivo. Una volta al mondo, il piccolo asino viene nutrito dalla mamma con il suo latte per i primi 6 mesi di vita.
In Asia, invece, l’asino ha sempre convissuto al fianco di specie equine assai simili, come l’Ermione e l’Onagro. Ben lungi dall’essere testardo, stupido, cocciuto o pigro, questo simpatico quadrupede è semplicemente un tipo a cui piace la tranquillità e che ama fare ogni cosa con calma. L’asino domestico è considerato fin dall’antichità (si pensi all’asino in cui si trasforma il protagonista del romanzo latino di Apuleio L’asino d’oro) un animale molto dotato e attivo sessualmente. L’asino domestico è famigerato per la sua ostinazione e testardaggine, anche se questa cattiva fama si deve ad una cattiva interpretazione, da parte di alcuni, degli istinti di conservazione di tale animale. I contadini più poveri lo preferivano al cavallo domestico, e ciò gli valse il nome di “cavallo del povero”; continua a mantenere una grande importanza in molti paesi in via di sviluppo. Velocemente, il suo utilizzo si è esteso nel Mediterraneo e nel sud dell’Europa, diventando l’animale da soma e da monta più diffuso nelle civiltà dell’epoca.
Alcune razze asinine possono essere prevalentemente di colore nero, come l’asino nero di Berry, o brune, come l’asino mulattiere del Poitou. Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi. I colori di un asino possono essere di tutte le tonalità del grigio, del bianco e del nero, e anche di tutte quelle del marrone. Il manto di solito è grigio, nero o bruno, a volte con una croce sul dorso.